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Citta di Arbe

Come parlare di Rab e non menzionare la leggenda di S. Cristoforo, protettore della diocesi e dell’intera isola, le cui reliquie sono tuttora gelosamente custodite dagli abitanti, o di S. Martino, fondatore della Repubblica di S. Marino, o di Mark Antun de Dominis, professore di matematica, teologo, fisico, vescovo e arcivescovo, e di tutte altre leggende isolane ancora viventi.

 

Rab era un abitato romano al quale l’imperatore romano Ottaviano diede lo status della città proclamandolo municipio nel 10 A. C.

 

È il dovere nostro, degli isolani, di non permettere che cadano in dimenticato questi valori di civiltà ereditati, e di cui parleremo, perché Rab è un isola di ricordi che durano a lungo, la Città della storia vivente.

 

Come parlare di Rab e non menzionare tre bellissimi parchi civici, che spuntano incorniciati dal quartetto dei campanili, i quali sono le guardie secolari sopra la città, e grazie ai quali si distingue una città da un semplice abitato di importanza minore.

 

Come sempre, lo sguardo nel passato illumina la nostra contemporaneità, di tutti i luoghi pittoreschi dell’isola: Barbat, Banjol, Kampor, Mundanije, Palit e Supetarska Draga, il quali con le loro particolarità, con gli isolani di una straordinaria ospitalità, e con la loro intera offerta turistica attraggono ogni viaggiatore casuale.

 

Tzg-Rab

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